Il patto di non concorrenza (PNC)

#PattoDiNonConcorrenza | Patto di opzione pro impresa | Quando è lecito?

La Corte d’Appello di Milano da continuità all’orientamento della Corte di Cassazione.

Ecco la vicenda.

Un lavoratore concedeva per iscritto al proprio datore di lavoro (una società) l’opzione di aderire a un #PattoDiNonConcorrenza (PNC).
L’opzione doveva essere comunicata per iscritto: a) al momento del licenziamento o b) entro 8 giorni dalle dimissioni.

In seguito, il lavoratore si è dimesso volontariamente e la Società non ha esercitato l’opzione.

Il lavoratore ha ritenuto che il patto di opzione fosse nullo e il PNC fosse comunque attivo. Dopo aver trovato una nuova occupazione, ha chiesto la condanna della Società a pagargli il corrispettivo del PNC.

Gli hanno dato torto sia il Tribunale di Monza sia la Corte d’Appello, con una recente sentenza.

Si fa strada così l’orientamento della Corte di Cassazione (sentenza n. 3/2018) che ritiene lecito il patto di opzione avente ad oggetto l’attivazione di un PNC e, se l’opzione non è esercitata, non operativo il PNC collegato. Diverso è il caso del patto di opzione che ha ad oggetto il recesso da PNC già valido ed efficace (ipotesi ritenuta illecita).

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