Omessa contribuzione del Datore di Lavoro – Strumenti di tutela dei Lavoratori Dipendenti

La previdenza complementare privata (Fondi Pensione) di fonte contrattuale collettiva presenta tutele diverse rispetto alla previdenza di base obbligatoria di legge (Gestioni INPS, Enasarco, etc. per la Vecchiaia e i Superstiti).

I) L’iscrizione dei Dipendenti ai Fondi Pensione è libera e volontaria. Solo con l’iscrizione il Dipendente “guadagna” il contributo a carico del suo Datore di lavoro al Fondo. I contributi sono fissati dai contratti. Viola il contratto il Datore che ne omette il versamento. Solo il Dipendente destinatario della pensione complementare potrà chiedere:

a) al giudice, le tutele -diverse, in funzione della sua posizione nel Fondo- nei confronti del Datore per i versamenti al Fondo. Infatti, i Fondi e l’Ispettorato del Lavoro non hanno propri poteri di recupero (salvo che per il TFR versato ai Fondi; cfr. Nota INL 17.2.2020);

b) l’intervento del fondo di Garanzia INPS, quando l’insolvenza del Datore impedisce la pensione complementare (art. 5, D.Lgs. 80/1992).

II) Invece, per la previdenza di base l’iscrizione è obbligatoria per ogni rapporto lavorativo. I contributi sono fissati per legge. Viola la legge il Datore di lavoro che ne omette il versamento. Solo gli Enti di previdenza di base hanno autonomi poteri legali di accertamento e recupero coattivo dei contributi e poteri sanzionatori

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